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Alito cattivo: le cause che nessuno ti dice (e come affrontarle davvero)
C’è chi usa il collutorio tre volte al giorno, spazzola dopo ogni pasto, porta sempre un pacchetto di chewing gum. Eppure l’alito rimane cattivo. È una delle cose che ci sentiamo dire più spesso in studio: “Ho provato tutto, ma non passa.” Ecco il punto: se l’alito non passa con una buona igiene, il problema non è l’igiene. È qualcos’altro — e quasi sempre si trova in bocca, ma non dove si pensa.
Non è (solo) questione di quanto ti spazzoli i denti
L’alitosi persistente, quella che resiste a qualsiasi rimedio fai-da-te, nella grande maggioranza dei casi ha origine in bocca. Ma origine in bocca non significa “spazzoli male”. Significa che da qualche parte stanno proliferando batteri che producono composti solforati volatili — i responsabili di quell’odore caratteristico. E spesso quei batteri stanno in posti dove lo spazzolino non arriva.
La carie non trattata, una corona mal adattata, i depositi di tartaro nelle zone interprossimali sono cause frequenti. Ma la più sottovalutata, di gran lunga, è la malattia parodontale.
La gengiva: la causa più frequente che i pazienti non sospettano
La parodontite crea tasche tra dente e gengiva — spazi profondi dove i batteri si accumulano in assenza di ossigeno. In quell’ambiente producono grandi quantità di composti solforati. L’igiene domestica, anche fatta bene, non riesce a pulire quelle tasche. Risultato: l’alito rimane cattivo anche con la bocca apparentemente in ordine.
È per questo che a volte il problema non viene risolto cambiando collutorio o filo interdentale, ma solo con una terapia parodontale professionale. Prima si fa la diagnosi, prima si trova la soluzione.
La lingua: l’area più trascurata
La superficie della lingua — quella rugosa, ricca di papille — ospita facilmente depositi batterici. Molti pazienti non la puliscono mai. In certi casi è proprio lì che si origina la maggior parte dell’odore, indipendentemente dallo stato dei denti.
Uno dei consigli più semplici che diamo in studio: aggiungere un raschietto per la lingua alla routine quotidiana. Costa poco, cambia molto.
Quando la bocca è in ordine e il problema persiste
Se dopo una visita approfondita e una corretta igiene professionale l’alito non migliora, il problema potrebbe non essere dentale. In questi casi indirizziamo il paziente verso il medico di base o uno specialista — ORL o gastroenterologo — per escludere cause legate alle vie aeree superiori o all’apparato digerente. Non è il nostro campo, ma riconoscere il limite è parte del lavoro.
Quello che però non facciamo è prescrivere collutori a oltranza senza capire l’origine. I collutori mascherano. Non risolvono.
Da dove partire
Se hai un alito che non passa nonostante una buona routine di igiene, il punto di partenza è una visita odontoiatrica completa — non per vergogna, ma perché è il modo più rapido per capire cosa sta succedendo davvero.
A Lecce, allo studio IOS, valutiamo la salute parodontale, le zone a rischio e lo stato generale della bocca.
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