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Gravidanza e salute dentale: cosa cambia e cosa è davvero importante sapere

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Gravidanza e salute dentale: cosa cambia e cosa è davvero importante sapere

Molte donne in gravidanza evitano il dentista per paura — paura dei farmaci, delle lastre, dell’anestesia. Il risultato è che rimandano tutto “a dopo il parto” e nel frattempo i problemi orali, che in gravidanza tendono ad aggravarsi, fanno il loro corso indisturbati. La buona notizia è che andare dal dentista in gravidanza non solo è sicuro, in molti casi è necessario.

Perché le gengive soffrono di più in gravidanza

Le variazioni ormonali della gravidanza — in particolare l’aumento di progesterone ed estrogeni — rendono i tessuti gengivali più reattivi all’infiammazione. La placca batterica che in condizioni normali causerebbe una risposta lieve, in gravidanza può provocare una gengivite più intensa. Si chiama gengivite gravidica e colpisce una percentuale significativa di donne, spesso già nel primo trimestre.

I sintomi sono quelli tipici di una gengivite: gengive rosse, che sanguinano durante lo spazzolamento, a volte leggermente gonfie. La buona notizia è che in molti casi si risolve dopo il parto, una volta che gli ormoni tornano ai livelli normali. Ma se c’era già una parodontite in corso prima della gravidanza, il rischio è che si aggravi.

Quando andare dal dentista e quando aspettare

Il secondo trimestre è il periodo più indicato per i trattamenti non urgenti. Il primo trimestre è quello in cui l’organogenesi fetale è più delicata, e si preferisce evitare procedure non strettamente necessarie. Il terzo trimestre, pur essendo sicuro dal punto di vista odontoiatrico, è spesso scomodo per la paziente — stare fermi sulla poltrona a lungo diventa difficile.

Ma “rimandare tutto” non è una buona idea. Un’infezione dentale acuta, una carie in progressione, un’infiammazione gengivale severa non possono aspettare dieci mesi. Trattarli è più sicuro che lasciarli evolvere.

Anestesia locale, lastre e farmaci: la verità

Questi sono i tre punti che generano più ansia nelle pazienti, e vale la pena fare chiarezza.

**Anestesia locale**: i comuni anestetici locali usati in odontoiatria sono considerati sicuri in gravidanza, specialmente quelli senza adrenalina o con dosaggi minimi. Il dentista sa quale usare e in quale quantità.

**Radiografie**: una lastra periapicale o un bite-wing espone a una dose di radiazioni bassissima, ampiamente al di sotto delle soglie considerate rischiose. Con il grembiule piombato, il rischio è virtualmente zero. Non vanno fatte di routine se non necessarie, ma se servono per una diagnosi, non hanno motivo di essere evitate.

**Farmaci**: paracetamolo e amoxicillina sono generalmente considerati compatibili con la gravidanza. Gli antinfiammatori non steroidei (ibuprofene, ketoprofene) vanno evitati, specialmente nel terzo trimestre.

Il consiglio che diamo sempre alle pazienti in attesa

Fai una visita di controllo all’inizio della gravidanza, non alla fine. In questo modo si può valutare lo stato delle gengive, intercettare carie in fase iniziale prima che richiedano trattamenti più invasivi, e fare un’igiene professionale che riduce significativamente il carico batterico in bocca.

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