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Il viso perfettamente simmetrico non esiste. Un po’ di asimmetria ce l’abbiamo tutti, ed è la norma, non il difetto: un lato non è mai la copia esatta dell’altro, e per fortuna non deve esserlo per risultare bello. Il problema nasce quando quell’asimmetria del sorriso comincia a dare fastidio, a catturare lo sguardo nel modo sbagliato ogni volta che ci si guarda in foto. E prima di capire se e come intervenire, conviene sempre chiarire da cosa dipende.
Le cause sono più di una, e spesso si sommano
Un sorriso che percepiamo come storto può nascere da fattori molto diversi tra loro, che nella pratica si intrecciano di frequente.
C’è l’asimmetria dentale, la più intuitiva: denti di dimensioni diverse, un incisivo più lungo del suo gemello sull’altro lato, uno spazio (il diastema) presente solo da una parte. In questi casi si riesce quasi sempre a correggere, con faccette, ricostruzioni in composito o un percorso ortodontico.
C’è poi la linea mediana spostata. La linea mediana è il punto in cui si toccano i due incisivi centrali superiori: se non cade al centro del viso, il sorriso appare inclinato anche quando i singoli denti sono perfettamente in ordine. È uno di quei dettagli che l’occhio nota senza saperlo spiegare, e in molti casi l’ortodonzia lo rimette a posto.
C’è l’asimmetria gengivale, che sfugge a quasi tutti. Le gengive che si scoprono sorridendo non sempre stanno alla stessa altezza sui due lati: se un lato è più alto o più basso dell’altro, l’intera fila di denti sembra pendere da una parte. Qui, a seconda del caso, può intervenire la chirurgia plastica parodontale oppure la tossina botulinica, quest’ultima in collaborazione con specialisti di medicina estetica.
Infine c’è l’asimmetria scheletrica, la più complessa. Mascella e mandibola possono non essere allineate come dovrebbero, e allora l’asimmetria non è più solo dei denti ma della struttura: a volte si gestisce con l’ortodonzia, altre volte serve una valutazione più ampia, che va oltre il sorriso.
Quello che si vede e quello che conta
Non tutte le asimmetrie pesano allo stesso modo. Alcune saltano all’occhio in una fotografia ma nella vita di tutti i giorni sono praticamente invisibili; altre, al contrario, si notano subito. Per questo, prima di decidere qualsiasi cosa, vale la pena fare un’analisi seria: fotografie standardizzate, studio del sorriso in movimento, valutazione delle proporzioni del viso.
Capita spesso che un paziente arrivi convinto che il problema sia un dente in particolare, e che dopo l’analisi si scopra tutt’altro: una linea gengivale sbilanciata, oppure la posizione della linea mediana. Se in quei casi si intervenisse sul dente “sospettato”, non cambierebbe assolutamente nulla. È il motivo per cui la diagnosi viene prima del trattamento, sempre.
Quando conviene aspettare e quando no
Se l’asimmetria è lieve e la si nota soprattutto nelle foto, intervenire non è affatto obbligatorio: a volte la scelta più saggia è lasciare le cose come stanno. Se invece quel dettaglio pesa sul modo in cui vivi il tuo sorriso, allora ha senso mettersi a tavolino e valutare le opzioni con calma.
In parecchi casi parliamo di interventi tutto sommato semplici: un composito diretto per allungare un dente, una piccola correzione gengivale, una fase ortodontica mirata. In altri serve un piano più articolato, con più passaggi. La regola, comunque, non cambia: si parte da una diagnosi precisa, non da un’impressione.
Allo studio IOS di Lecce l‘analisi del sorriso fa parte del percorso estetico, non è un extra. Se il tuo sorriso non ti convince ma non riesci a mettere a fuoco il perché, una consulenza serve proprio a questo: fare chiarezza, con calma, prima di prendere qualsiasi decisione.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la visita odontoiatrica. Per una valutazione del tuo caso, prenota un controllo allo studio IOS di Lecce.
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