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Osteoporosi e denti: il collegamento che molti ignorano
Quando una paziente ci dice che ha l’osteoporosi, la prima cosa che chiediamo è: sta prendendo farmaci per trattarla? Non per burocrazia, ma perché certi farmaci usati nella cura dell’osteoporosi — i bifosfonati — hanno implicazioni importanti per alcuni trattamenti odontoiatrici. È uno degli argomenti in cui la comunicazione tra medico e dentista è davvero importante.
Cosa fa l’osteoporosi all’osso della mascella
L’osteoporosi è una riduzione della densità ossea che riguarda l’intero scheletro, mascella e mandibola comprese. Un osso più rarefatto supporta meno efficacemente i denti, e può rendere più lenta la guarigione dopo interventi chirurgici — estrazioni, impianti, chirurgia parodontale.
In pazienti con osteoporosi severa, la perdita ossea può sommarsi a quella causata dalla malattia parodontale, accelerando il cedimento di denti già compromessi. Non è una certezza automatica, ma è un fattore che teniamo in considerazione quando impostiamo un piano di trattamento.
I bifosfonati: cosa sono e perché ci riguardano
I bifosfonati sono farmaci usati per trattare l’osteoporosi (e alcune patologie oncologiche) perché rallentano la perdita di massa ossea. Funzionano bene per quello che devono fare. Il problema è che, in una piccola percentuale di pazienti, possono interferire con la capacità dell’osso mascellare di guarire correttamente dopo un intervento chirurgico.
La complicanza più seria si chiama osteonecrosi della mascella: una condizione in cui l’osso esposto non guarisce dopo un’estrazione o un impianto. È rara, ma quando si verifica è difficile da gestire. Il rischio è più alto con i bifosfonati somministrati per via endovenosa (usati in oncologia) e molto più basso con quelli assunti per bocca per l’osteoporosi.
Cosa cambia nella pratica clinica
Se una paziente prende bifosfonati da meno di tre anni e non ha altri fattori di rischio, nella maggior parte dei casi i trattamenti dentali — comprese le estrazioni — possono essere eseguiti con le normali precauzioni. Se li prende da più tempo, o se ci sono altri fattori che aumentano il rischio, la gestione va discussa con il medico prescrittore.
Gli impianti dentali non sono necessariamente controindicati, ma richiedono una valutazione caso per caso. Non è una risposta universale — dipende dal tipo di farmaco, dalla durata della terapia, dallo stato generale dell’osso e da altri fattori che valutiamo insieme.
Cosa dire al dentista se hai l’ osteoporosi
Il punto più pratico che possiamo fare è questo: se stai prendendo farmaci per l’osteoporosi e hai bisogno di un trattamento dentale, dillo subito al dentista. Non darlo per scontato, non aspettare che venga chiesto. Con le informazioni giuste, si pianifica il trattamento in modo sicuro — modificando i tempi, coordinandosi col medico, adottando le precauzioni necessarie.
Allo studio IOS di Lecce valutiamo sempre con attenzione i pazienti in terapia con farmaci che influenzano il metabolismo osseo. Se sei in questa situazione e hai bisogno di un piano di trattamento, contattaci per una visita di valutazione.
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