Recessioni complesse: quando l’evidenza incontra l’esperienza

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In chirurgia parodontale, non tutte le recessioni sono uguali.

Esistono protocolli, linee guida basate sull’evidenza, strategie consolidate per affrontare difetti singoli e prevedibili. Ma ci sono casi in cui la realtà clinica si presenta molto più complessa, con un insieme di variabili che rende necessaria una visione più flessibile, adattiva e ragionata.

Questo è uno di quei casi: una serie di recessioni contigue, con caratteristiche molto diverse tra loro per profondità, spessore dei tessuti, ampiezza, quantità di tessuto cheratinizzato e morfologia delle papille. Una condizione che potremmo definire un “tricky defect”, proprio per la presenza simultanea di più elementi di difficoltà.

Una chirurgia su misura per un caso non standard

Il punto di partenza è stato un esame clinico approfondito, che ha evidenziato:

  • Differente profondità delle recessioni tra gli elementi
  • Disomogeneità nella distribuzione del tessuto cheratinizzato
  • Biotipo sottile in alcuni siti, più spesso in altri
  • Estetica compromessa e sensibilità diffusa

In presenza di così tante variabili, sarebbe stato un errore affidarsi a un unico protocollo standard. La strategia terapeutica è stata invece costruita unendo tecniche diverse in modo integrato, per rispettare la specificità di ogni difetto e garantire il miglior risultato possibile.

Un mix chirurgico mirato: CAF + T-CAF + tunnel laterale chiuso

Per affrontare la situazione si è scelto di combinare tre approcci:

  • Il Coronally Advanced Flap (CAF) per i siti centrali
  • Il T-CAF (modificazione del CAF con tessuto connettivo) dove lo spessore era ridotto
  • Un tunnel chiuso lateralmente per preservare la vascolarizzazione e gestire l’estensione orizzontale del difetto

Ogni scelta è stata dettata non da una preferenza tecnica, ma dalla lettura precisa del contesto anatomico. Il disegno del lembo è stato il cuore della pianificazione: nei casi complessi, il design chirurgico è spesso più importante della tecnica stessa.

Il tessuto connettivo innestato ha permesso di aumentare lo spessore nei settori più delicati, mentre il tunnel laterale ha garantito l’integrazione dei lembi senza tensioni e con una continuità vascolare fondamentale per la guarigione.

Un risultato che parla di precisione e adattamento

A due mesi dall’intervento, i risultati mostrano una copertura radicolare molto soddisfacente, tessuti stabilizzati e una qualità gengivale visibilmente migliorata. La linea gengivale è armonica, i margini sono integrati e l’area trattata ha acquisito una nuova continuità sia funzionale che estetica.

Il paziente ha riportato una significativa riduzione della sensibilità e una maggiore fiducia nel proprio sorriso. L’aspetto più rilevante, però, resta il dato clinico: la capacità di adattare la chirurgia alle condizioni reali, senza forzare protocolli rigidi, ma rispettando la biologia.

Trattare le recessioni significa conoscere le tecniche.

Trattare recessioni complesse significa conoscere i tessuti.

E in questo caso, la scelta del disegno chirurgico ha fatto la differenza.

Fuori dall’osso: ripensare gli obiettivi della chirurgia mucogengivale

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Quando il focus non è l’estetica, ma la vita di un dente

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Ci sono casi in cui la priorità clinica cambia. Questo studio documenta un intervento su un incisivo inferiore con radice completamente fuori dal profilo osseo vestibolare, a seguito di trattamento ortodontico.

In queste situazioni estreme, la chirurgia mucogengivale non serve a “coprire”, ma a salvare.

Diagnosi iniziale: il dente fuori dalla mappa

  • Recessione profonda post-ortodontica: perdita di gengiva a livello radicolare, con esposizione marcata della radice dopo il movimento ortodontico. Questo significa che la radice non ha più protezione gengivale sufficiente ed è esposta a traumi e infezioni.
  • Corticale vestibolare completamente riassorbita (CBCT): l’osso che normalmente sostiene la radice sul lato esterno è assente. Senza osso di supporto, la radice non ha più un “contenitore” naturale che la stabilizzi.
  • Radice esposta ben oltre la linea muco-gengivale: la radice “scivola” fuori dal perimetro gengivale fisiologico. In questo scenario, pensare a una copertura totale solo estetica è irrealistico: serve una strategia biologica.
  • Assenza di mobilità e dente vitale: nonostante tutto, il dente è stabile e vivo. Questo rappresenta la condizione fondamentale per poter tentare il suo salvataggio.
  • Paziente in trattamento ortodontico attivo: la chirurgia deve rispettare la biomeccanica in corso. L’intervento non può interferire con lo spostamento dentale programmato.

Obiettivo terapeutico: più biologia, meno estetica

  • Ridare spessore e stabilità ai tessuti molli: creare un “cuscinetto” protettivo. Più gengiva significa più difesa per la radice.
  • Proteggere l’elemento dentale da ulteriori insulti: prevenire danni futuri. La priorità è la salute funzionale, non solo l’aspetto.
  • Mantenere la vitalità e la funzione del dente: conservare ciò che è naturale. Un dente vivo è sempre più prezioso di qualsiasi sostituzione artificiale.
  • Evitare soluzioni protesiche o estrattive: preservare l’elemento naturale. Ogni volta che si può mantenere un dente, è la scelta più lungimirante.

Fasi chiave dell’intervento (V-CAF)

  • Scollamento a spessore parziale: mobilizzare il lembo senza intaccare l’osso residuo. Così si protegge ciò che resta della struttura ossea.
  • Inserimento di tessuto connettivo autologo: prelevato dal palato, aumenta volume e resistenza. È il materiale biologico migliore perché compatibile e stabile nel tempo.
  • Protezione chirurgica del sito senza tensioni: il lembo viene posizionato in modo naturale. Una chiusura senza tensioni riduce il rischio di recidive.
  • Conservazione dell’anatomia e della posizione ortodontica: nessuna alterazione della linea dentale. L’intervento si integra senza ostacolare il percorso ortodontico.

Post-operatorio: quando i tessuti rispondono

  • Tessuti stabili e ben integrati: il sito chirurgico appare in salute. Segno che la guarigione procede correttamente.
  • Riduzione della profondità di recessione: miglioramento tangibile, anche se non totale. La copertura completa non era l’obiettivo, ma la protezione sì.
  • Assenza di sanguinamento o infiammazione: gengive sane. La chirurgia ha ridato equilibrio biologico.
  • Dente completamente vitale: la polpa è rimasta intatta. Conferma che l’approccio conservativo ha funzionato.
  • Nessuna mobilità o dolore: stabilità piena. Il dente è funzionale, senza sintomi fastidiosi.

Follow-up a 24 mesi

  • Stabilità completa dei tessuti molli: il risultato è duraturo. Non solo un successo immediato, ma anche nel tempo.
  • Nessuna perdita di attacco o infiammazione: la progressione patologica è stata bloccata. La terapia ha davvero cambiato la prognosi.
  • Profilo gengivale armonico: aspetto naturale, pur senza copertura totale. L’equilibrio biologico è più importante dell’estetica estrema.
  • Dente ancora vitale, con piena funzione: obiettivo principale raggiunto. Il dente continua a fare il suo lavoro in arcata.
  • Mobilità assente: stabilità confermata. La funzione masticatoria non è compromessa.

Riflessioni cliniche: la copertura perfetta non è sempre il traguardo

Questo caso rappresenta un chiaro esempio di come l’obiettivo della terapia parodontale debba adattarsi alla situazione biologica. In presenza di una radice fuori dal profilo osseo, pretendere una copertura completa può essere utopico. Il focus deve spostarsi sulla gestione dei tessuti, sul rinforzo della gengiva aderente e sul mantenimento della vitalità del dente.

Salvare è meglio che sostituire

La vera vittoria in questo caso non è estetica, ma biologica.

Il dente è salvo, il paziente è stabile, e la chirurgia ha fatto il suo dovere. Quando possibile, salvare un elemento naturale resta la miglior terapia disponibile.Anche (e soprattutto) quando sembra troppo tardi.

Parodontite ed estetica: quando salvare i denti è possibile

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Quando si riceve una diagnosi di parodontite, la paura più grande è quella di perdere i propri denti. In molti casi, purtroppo, la prima soluzione proposta è quella più drastica: estrazioni e impianti per sostituire l’intera arcata. Ma non è sempre necessario rinunciare ai propri denti naturali, oggi, grazie a tecniche avanzate e a un approccio multidisciplinare, possiamo ottenere risultati eccellenti anche preservando i denti naturali.

Una paziente scoraggiata, ma determinata

La nostra paziente è arrivata in studio dopo aver consultato diversi professionisti, che le avevano suggerito di estrarre numerosi denti compromessi a causa della parodontite e optare per una riabilitazione con impianti. Ma lei non si sentiva pronta a rinunciare al suo sorriso naturale. Abbiamo ascoltato la sua storia, le sue necessità ed abbiamo eseguito una diagnosi approfondita valutando tutte le alternative. Da lì è iniziato un percorso completamente diverso da quello che le era stato prospettato altrove.

Curare prima di sostituire

Il primo passo è stato affrontare con precisione la malattia parodontale. Attraverso trattamenti mirati, siamo riusciti a bloccare l’infiammazione, stabilizzare i tessuti e salvare i denti che le erano stati dati per persi.

Solo dopo aver ripristinato la salute orale abbiamo iniziato a lavorare sull’estetica, migliorando forma, proporzioni e armonia del sorriso con soluzioni conservative, progettate su misura.

La soddisfazione di restituire fiducia

Il risultato finale? Un sorriso che rispecchia la personalità della paziente, costruito sui suoi veri denti. Una trasformazione che non ha solo un valore estetico, ma che ha avuto un forte impatto anche sul benessere emotivo e sulla fiducia in se stessa.

Una filosofia basata sul rispetto

Da IOS Lecce crediamo che ogni trattamento debba essere costruito intorno alla persona. Non esistono protocolli validi per tutti, ma percorsi pensati per valorizzare ogni sorriso, rispettando il più possibile ciò che è naturale.

Se ti hanno detto che devi dire addio ai tuoi denti… contattaci. Insieme, valuteremo tutte le alternative per aiutarti a salvare il tuo sorriso.

Dal sorriso gengivale a un sorriso su misura

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Il sorriso racconta molto di noi, e ogni dettaglio – dalla forma dei denti alla proporzione delle gengive – può fare la differenza. Quando uno o più elementi rompono l’armonia, il disagio estetico può trasformarsi in insicurezza.

Quando le gengive dominano il sorriso

È proprio ciò che viveva un nostro paziente, arrivato in studio con una condizione nota come sorriso gengivale, o Gummy Smile, ovvero un’eccessiva esposizione della gengiva quando sorrideva.

Nel suo caso, a complicare ulteriormente il quadro c’erano delle vecchie faccette dentali ormai poco armoniche e non più in linea con le proporzioni del volto. Il sorriso appariva sbilanciato, e il paziente non si sentiva più a proprio agio nel mostrarsi.

Diagnosi precisa e progetto su misura

Come sempre, il primo passo è stato ascoltare con attenzione la storia del paziente, le sue esigenze e i suoi desideri. Dopo un’attenta diagnosi e un’analisi morfologica del sorriso, abbiamo individuato una soluzione personalizzata. Il trattamento prevedeva una correzione del sorriso gengivale tramite chirurgia mucogengivale, abbinata a un restyling completo delle faccette.

La chirurgia è stata eseguita in modo mininvasivo, con l’obiettivo di rimodellare il profilo gengivale e riportare alla luce le reali proporzioni dei denti, finora “nascosti” dal tessuto gengivale in eccesso.

Il cambiamento: proporzione, luminosità, armonia

Dopo la guarigione, siamo passati alla fase estetica: la sostituzione delle vecchie faccette con nuove faccette in ceramica altamente personalizzate. Ogni dettaglio è stato progettato per valorizzare l’unicità del volto del paziente: forma dei denti, colore, proporzioni, inclinazione. Il risultato finale è stato sorprendente. Il sorriso è diventato più armonioso, proporzionato, naturale. Ma soprattutto, è tornato a essere qualcosa di cui andare fieri e oggi il paziente sorride con più libertà e sicurezza.

Un approccio integrato per un risultato naturale

Questo caso rappresenta perfettamente la filosofia di lavoro di IOS Lecce: non si tratta solo di correggere un difetto, ma di creare un sorriso su misura, in cui ogni elemento è studiato per integrarsi con l’identità del paziente. Se soffri di sorriso gengivale o cerchi una soluzione estetica completa e personalizzata, vieni a trovarci.

Recessione gengivale: il trattamento che ha trasformato un sorriso

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Le gengive hanno un ruolo fondamentale nell’armonia del volto. Quando si ritirano, come nel caso della recessione gengivale, i denti appaiono più lunghi, sproporzionati, e il sorriso perde naturalezza. È ciò che accadeva a uno dei nostri pazienti: il suo disagio era evidente, non riusciva più a mostrare con serenità il suo sorriso e questo influenzava profondamente la sua sicurezza e il suo modo di relazionarsi con gli altri.

Capire il problema per trovare la cura giusta

Abbiamo ascoltato con attenzione la sua storia, analizzato la condizione gengivale e valutato le possibili cause della recessione: uno spazzolamento troppo aggressivo nel tempo, unito a una predisposizione genetica, aveva favorito il ritiro del tessuto gengivale. Un caso frequente, che però può avere conseguenze importanti sia a livello estetico sia funzionale.

L’intervento e il cambiamento

Abbiamo optato per una chirurgia mucogengivale, una tecnica sicura e precisa che consente di coprire le radici esposte e ricostruire il profilo gengivale. In poche sedute, attraverso l’innesto di tessuto connettivo, siamo riusciti a riportare le gengive nella loro posizione ideale.

Il risultato è stato sorprendente: i denti hanno riacquistato dimensioni armoniose, la gengiva ha ritrovato una forma naturale e il paziente ha ricominciato a sorridere davvero.

Un sorriso armonioso inizia dal benessere gengivale

Oggi esistono soluzioni efficaci per trattare la recessione gengivale in modo duraturo e intervenire per tempo è fondamentale per preservare salute, funzionalità ed estetica.

Da IOS Lecce, ogni caso viene valutato con attenzione, personalizzazione e cura. Il nostro obiettivo non è solo curare, ma aiutare a ritrovare il sorriso e una nuova fiducia in se stessi.

Se stai cercando un rimedio per la recessione gengivale, vieni a trovarci da IOS Lecce. Ti aiuteremo a capire le cause, valutare la cura più adatta e restituire al tuo sorriso l’equilibrio che merita.

Perchè sento dolore quando mastico?

masticazione
masticazione

Quante volte ti è capitato di sentire fastidio o dolore mentre mastichi, magari dopo un’otturazione o una devitalizzazione? Quel dolore, che a volte si sente vicino o sotto l’orecchio, non è mai da sottovalutare capiamone di più per intervenire tempestivamente e preservare la tua salute orale.

Perché fa male quando mastichi?

Il dolore durante la masticazione può dipendere da diversi fattori e coinvolgere vari elementi della bocca, come denti, gengive, articolazioni e muscoli. Tra le cause più frequenti troviamo:

  • Problemi dentali: carie profonde, denti danneggiati o incrinati, otturazioni non perfette o usurate possono causare dolore.
  • Denti del giudizio: la crescita o l’infiammazione dei denti del giudizio può provocare dolore intenso durante la masticazione, spesso localizzato vicino o sotto l’orecchio.
  • Parodontite: questa infiammazione delle gengive e dei tessuti di supporto del dente può causare dolore, soprattutto masticando cibi duri.
  • Interventi chirurgici: il dolore alla masticazione dopo estrazione del dente o dopo impianto dentale è frequente nelle prime fasi post-operatorie, ma deve attenuarsi col tempo.
  • Problemi articolari: disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare possono causare dolore vicino all’orecchio durante la masticazione.

Quando è il caso di allarmarsi?

Se il dolore alla masticazione dura giorni o peggiora, è meglio non aspettare, soprattutto se accompagnato da gonfiore, arrossamento, difficoltà ad aprire la bocca o se associato a mobilità dentale o sanguinamento gengivale.

Come evitare il dolore e tornare a mangiare senza pensieri

La buona notizia è che spesso bastano semplici controlli e cure mirate per risolvere il problema. Mantieni sempre una buona igiene orale e non trascurare i piccoli segnali. Dopo un impianto o un’estrazione, segui le indicazioni del dentista e chiedi aiuto se il dolore non passa.

Provi dolore quando mastichi e no sai il motivo? Contattaci per una visita.

Da IOS Lecce ti aiutiamo a tornare a sorridere e mangiare con piacere, senza più fastidi o paure. Il tuo benessere orale è la nostra priorità.

Recessione gengivale: il trattamento che ha trasformato un sorriso

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Le gengive hanno un ruolo fondamentale nell’armonia del volto. Quando si ritirano, come nel caso della recessione gengivale, i denti appaiono più lunghi, sproporzionati, e il sorriso perde naturalezza. È ciò che accadeva a uno dei nostri pazienti: il suo disagio era evidente, non riusciva più a mostrare con serenità il suo sorriso e questo influenzava profondamente la sua sicurezza e il suo modo di relazionarsi con gli altri.

Capire il problema per trovare la cura giusta

Abbiamo ascoltato con attenzione la sua storia, analizzato la condizione gengivale e valutato le possibili cause della recessione: uno spazzolamento troppo aggressivo nel tempo, unito a una predisposizione genetica, aveva favorito il ritiro del tessuto gengivale. Un caso frequente, che però può avere conseguenze importanti sia a livello estetico sia funzionale.

L’intervento e il cambiamento

Abbiamo optato per una chirurgia mucogengivale, una tecnica sicura e precisa che consente di coprire le radici esposte e ricostruire il profilo gengivale. In poche sedute, attraverso l’innesto di tessuto connettivo, siamo riusciti a riportare le gengive nella loro posizione ideale.

Il risultato è stato sorprendente: i denti hanno riacquistato dimensioni armoniose, la gengiva ha ritrovato una forma naturale e il paziente ha ricominciato a sorridere davvero.

Un sorriso armonioso inizia dal benessere gengivale

Oggi esistono soluzioni efficaci per trattare la recessione gengivale in modo duraturo e intervenire per tempo è fondamentale per preservare salute, funzionalità ed estetica.

Da IOS Lecce, ogni caso viene valutato con attenzione, personalizzazione e cura. Il nostro obiettivo non è solo curare, ma aiutare a ritrovare il sorriso e una nuova fiducia in se stessi.

Se stai cercando un rimedio per la recessione gengivale, vieni a trovarci da IOS Lecce. Ti aiuteremo a capire le cause, valutare la cura più adatta e restituire al tuo sorriso l’equilibrio che merita.

SOS Gengive: quel gonfiore da non sottovalutare

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Il gonfiore gengivale è uno dei segnali più comuni che qualcosa non va nella salute della tua bocca. In molti casi si tratta di un’infiammazione temporanea, ma se il gonfiore è localizzato, persistente o accompagnato da altri sintomi, può indicare problematiche più serie come infezioni, ascessi o parodontite.

Gengive gonfie: le cause più comuni

Il gonfiore gengivale può essere limitato a un punto preciso della gengiva o coinvolgere tutta l’arcata. Le cause sono diverse e spesso legate ad abitudini quotidiane o a situazioni trascurate nel tempo, tra le principali troviamo:

  • Accumulo di placca e tartaro
  • Gengivite non trattata
  • Infezioni batteriche o virali
  • Denti del giudizio in fase di eruzione
  • Reazioni a farmaci o protesi dentali mal adattate

Quando preoccuparsi dopo aver notato il gonfiore

Per valutarne la gravità è importante prestare attenzione alla durata e a sintomi che lo accompagnano. Se per esempio il gonfiore persiste per più di una settimana, tende a ripresentarsi, o è accompagnato da sanguinamento, dolore, alito cattivo, retrazione gengivale o mobilità dentale, può essere il segnale di una lesione o patologia più grave. In questi casi è necessario un controllo odontoiatrico approfondito per poter escludere una patologia parodontale o un tumore

Diagnosi precoce e prevenzione

Il gonfiore gengivale può essere un campanello d’allarme da non sottovalutare. Effettuare regolarmente controlli e sedute di igiene odontoiatriche ti aiuta a a mantenere sotto controllo la salute delle gengive e a prevenire complicazioni. Presso lo studio IOS Lecce, valutiamo attentamente ogni situazione con strumenti diagnostici avanzati per individuare l’origine del problema e intervenire tempestivamente con il trattamento più adatto.

Se avverti un gonfiore persistente o localizzato alle gengive, non aspettare che la situazione peggiori. Contattaci e prenota una visita nel nostro studio: individueremo insieme la causa e ti guideremo verso una soluzione efficace e personalizzata.

Lesioni ulcerate che non guariscono

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Un’ulcera in bocca può sembrare un problema da poco, ma quando non guarisce entro 10-15 giorni potrebbe essere il segnale di qualcosa di più serio ed è meglio non sottovalutarla.

Cosa sono e come si presentano le ulcere orali

Le ulcere del cavo orale si manifestano come piccole ferite, generalmente dolorose, con una superficie biancastra o giallastra circondata da un alone rosso. Possono comparire su gengive, guance interne, lingua o palato, e in molti casi sono causate da traumi, stress, carenze vitaminiche o infezioni virali (come l’herpes).

Quando una lesione ulcerata diventa un campanello d’allarme

In condizioni normali, queste lesioni tendono a guarire spontaneamente nel giro di una o due settimane. Tuttavia, quando una lesione persiste oltre i 10-15 giorni, potrebbe indicare la presenza di una patologia cronica, un’infezione più seria o, nei casi più rari, una forma iniziale di tumore del cavo orale.

Il carcinoma orale, ad esempio, può esordire proprio con una piccola ulcera che passa inosservata o viene sottovalutata. Ecco perché è importante non trascurare i segnali del proprio corpo.

La prevenzione parte da una semplice visita

Quando c’è qualcosa in bocca che non guarisce, o senti un fastidio che dura da un po’, il nostro consiglio è sempre lo stesso: non aspettare troppo. A volte basta un controllo per togliersi un dubbio e agire in tempo, prima che un problema diventi più serio.

Qui da IOS Lecce, siamo abituati ad ascoltare con attenzione e a prenderci cura di ogni paziente con il massimo della professionalità, ma anche con quella calma che serve per sentirsi a proprio agio.

Hai una piccola lesione che non va via? Fissa una visita

Gengive che si ritirano? Cos’è la chirurgia mucogengivale

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La chirurgia mucogengivale rappresenta oggi una soluzione efficace e completa per il trattamento della recessione gengivale avanzata. Quando i rimedi conservativi non bastano e la radice del dente resta esposta, il rischio di sensibilità, carie e perdita di supporto aumenta: è in questi casi che l’intervento chirurgico può fare la differenza.

Le principali tecniche chirurgiche per la copertura radicolare

1. Innesto di tessuto connettivo libero (CTG)

Una delle tecniche più comuni e affidabili. Prevede il prelievo di tessuto connettivo dal palato e il suo posizionamento nella zona interessata dalla recessione, sotto un lembo gengivale sollevato localmente. Il risultato è un’ottima integrazione con i tessuti circostanti e un miglioramento sia funzionale che estetico, soprattutto nelle aree più visibili del sorriso.

Per i pazienti che preferiscono evitare prelievi dal palato, è possibile utilizzare biomateriali di origine sintetica o animale, riducendo così il fastidio nel periodo post-operatorio. Questa opzione è particolarmente utile nei casi che richiedono più interventi o in pazienti particolarmente sensibili.

2. Tecnica del lembo avanzato coronalmente (CAF)

Questa procedura prevede il riposizionamento della gengiva residua verso la corona del dente, coprendo la radice esposta. Spesso viene combinata con un innesto per aumentarne la stabilità e favorire la guarigione. Questa soluzione si rivela particolarmente efficace per correggere recessioni in più punti e per rispondere a esigenze estetiche nella zona frontale della bocca.

3. Tecnica del tunnel (Tunneling Technique)

Una procedura recente, meno invasiva delle precedenti, in cui si crea un “tunnel” sotto il tessuto gengivale, nel quale viene inserito l’innesto senza incidere la gengiva esternamente. Questo approccio riduce il trauma chirurgico, accelera i tempi di recupero e minimizza il rischio di cicatrici, offrendo un risultato estetico molto naturale.

Decorso post-operatorio

Cosa aspettarrsi dopo un intervento chirurgico gengivale?

È fondamentale seguire con attenzione alcune indicazioni, tra cui:

  • Evitare di spazzolare direttamente l’area trattata per alcuni giorni
  • Utilizzare collutori antisettici secondo prescrizione
  • Assumere, se indicato, farmaci antinfiammatori o antibiotici
  • Seguire una dieta morbida e non irritante

Una soluzione efficace per la tua salute orale

La chirurgia mucogengivale è una soluzione efficace a lungo termine per la tua salute orale.

Presso IOS Lecce, l’obiettivo è sempre quello di intervenire con delicatezza e precisione, offrendo trattamenti personalizzati che rispettino le esigenze e le aspettative di ogni paziente.